Non c'è bisogno umano o legge
che non venga alla luce con sostanza
di sensi, da bellezza delirante,
audace, vacua, anche ove si pensa
e si confina la vita, si cinge
in trappole aleatorie la guizzante
passione, gli apparenti vuoti inganni
(che sono invece tutta questa vita).
Le canzoni che restano e i miei
occhi che vedono questo, che sanno
ascoltare in silenzio, vi daranno
testimonianza di vere parole,
di un frutto mio, tenace, vitale.
Dimostrerò di essere un vivo.
For no-one but me. Oggi, lo prometto,
comincerò con lena la fatica.
(Anzi, l'ho gà cominciata, da tempo,
ma lo dimentico sempre, e sempre
ingiustamente. Mi accuso. E invece...)
Eccomi a voi gloriosamente, pieno
di scaturigini, di vento nuovo,
ho voglia di colpire, di ferire.
Innanzitutto scriverò soltanto
su fogli A4, con penne di nero
vivo e profondo, imbrattando, sporcando
le mani, questi artigli disumani.
Mitologicamente mi comprendo,
non sono un individuo,nè formato,
nè in fieri: sono collocato
come "informe dotato di senso"
(stiamo parlando dunque di un'ombra).
Nelle vene il sangue è il rosso
parente di una vita, ove io sia
è oscuro, e ignota è la mia vera
sorte di umana creatura. Oggi
e poi nei giorni seguenti andremo
a cercarla. Intanto riflettiamo.
"...perchè pensare è faticoso...e la gente cerca tutte le scorciatoie per non pensare...io credo che ci sia la guerra perchè non si pensa...pensare è già la pace!" Cesare Zavattini
mercoledì 25 novembre 2015
giovedì 25 settembre 2014
IN PURGATORIO
Se tanto di bene, tanto di male, e viceversa. Questo dolore alla spalla deve probabilmente provenire da un bene prolungato, cioè me lo merito in quanto felice, e di una felicità tanto prolungata e costante quanto lo è questo male. Ma potrebbe essere anche che questo male preannunci un futuro bene, sia un monito, un'indicazione, per indirizzarmi a un bene futuro, in virtù di un cambiamento richiestomi.
Se la vita durasse eternamente, certamente giungerei alla perfezione. Ma dopo ? Comunque, è certamente impossibile che una condizione imperfetta non possa migliorare. In linea generale, potrebbe peggiorare, è vero, anche eterrnamente peggiorare, e mai migliorare. Ma ciò non vale per l'anima, che tende, cioè ha in'intrinseca spinta, al suo miglioramento. Dunque l'anima non può che indirizzarsi al suo progressivo miglioramento, alla sua perfezione. Che raggiungerà, se il tempo è infinito, che probabilmente raggiungerà, se il tempo non è infinito, ma sarà abbastanza per raggiungerla.
Ma dopo ? Dopo, purtroppo, temo sarà una noia infinita. Al pensiero del Paradiso - che ora mi è chiaro di una chiarezza cristallina - preferisco essere punzecchiato eternamente sotto i piedi in questo angolo di Purgatorio. Ma purtroppo migliorerò, e la mia anima un giorno salirà, abbandonando questi luoghi che mi appariranno ameni, ombre di un sogno infranto.
Se la vita durasse eternamente, certamente giungerei alla perfezione. Ma dopo ? Comunque, è certamente impossibile che una condizione imperfetta non possa migliorare. In linea generale, potrebbe peggiorare, è vero, anche eterrnamente peggiorare, e mai migliorare. Ma ciò non vale per l'anima, che tende, cioè ha in'intrinseca spinta, al suo miglioramento. Dunque l'anima non può che indirizzarsi al suo progressivo miglioramento, alla sua perfezione. Che raggiungerà, se il tempo è infinito, che probabilmente raggiungerà, se il tempo non è infinito, ma sarà abbastanza per raggiungerla.
Ma dopo ? Dopo, purtroppo, temo sarà una noia infinita. Al pensiero del Paradiso - che ora mi è chiaro di una chiarezza cristallina - preferisco essere punzecchiato eternamente sotto i piedi in questo angolo di Purgatorio. Ma purtroppo migliorerò, e la mia anima un giorno salirà, abbandonando questi luoghi che mi appariranno ameni, ombre di un sogno infranto.
lunedì 4 agosto 2014
lunedì 28 aprile 2014
DUE ANIME
"Non è escluso che un giorno verrà enormemente potenziata la capacità del nostro Io. Oppure potrebbe trattarsi di un fenomeno del tutto spontaneo.Così come il bambino improvvisamente comprende di essere presente di persona agli eventi cui assiste, probabilmente accadrà qualcosa in futuro che determinerà un nostro straordinario ampliamento della coscienza.
Sentiremo allora la nostra presenza in eventi di cui mai avremmo creduto di poter essere partecipi o testimoni.
Del resto, se esiste un'anima, dove risiederanno i suoi confini ? Non sono forse essi dati solamente dalla pochezza della luce che ci illumina ?"
"I peccati sono i grandi peccati. Il resto sono soltanto solleticamenti.
I peccati si possono monetizzare, pesare. Vi può essere un'unità di misura dei peccati.
Se rubo una penna, getto solo un pugno di sabbia nel vento, voglio spostare il mondo con un dito.
Ma neanche i peccati del sangue sono grandi peccati, neanche urlare in faccia all'amico!... ma la mia è solo un'esile lingua, una lagna infame.
Io vorrei peccare, ma non mi riesce, sono sconfitto, non mi resta che vivere in questa infinita noia."
giovedì 13 marzo 2014
COME UN RICCO DIMOSTRO' LA VITA ETERNA
"Quando morirò, esigo che le mie ricchezze mi seguano, ovunque sia il mio destino.
Non è concepibile che io svanisca, ma non tanto per l'assurdità del mio svanire, ma perchè non è concepibile come, svanendo io, e dovendo necessariamente seguirmi le mie ricchezze, possano svanire anch'esse.
Così io dimostro il mio durare eternamente".
Non è concepibile che io svanisca, ma non tanto per l'assurdità del mio svanire, ma perchè non è concepibile come, svanendo io, e dovendo necessariamente seguirmi le mie ricchezze, possano svanire anch'esse.
Così io dimostro il mio durare eternamente".
lunedì 30 dicembre 2013
S.TOMMASO IN PARADISO
Mi stava davanti S.Tommaso, l'Aquinate, in tutta la sua mite possanza. Lo chiamavano proprio "il bue", per via della sua mole che pareva ad alcuni inoffensiva, inconsistente. Ma ciò che distingue l'uomo dal bovino è "l'occhio", che essi non vedevano, perchè il Nostro se ne stava sempre a capo chino, meditando in profonda riflessione."Non esistono corpi" mi disse " ma pezzi di corpo che si uniscono." "E il modo in cui si uniscono è la forma, vero ?" gli chiesi. "Sì, esattamente. I pezzi si uniscono in modi innumeri. Questi sono gli individui. E si può dire che siano i corpi stessi a dettare la forma che essi riceveranno." "Ma allora esistono tante anime ?" ribattei."Sì, tante anime ma tutte anime.Ogni individuo con la sua unica anima, ma anima. Così l'anima discende in un corpo (che è un insieme di elementi) e ne dà la forma, che è l'atto di quel corpo."
Alzò poi la luce del suo sguardo al cielo. Prosegui: "Dal disporsi della materia ne deriva un certo modo di pensare e percepire; l'anima quindi dispone la materia secondo se stessa, ne dà la forma, e da questa forma ne deriva un certo modo di pensare e percepire. PER ALTRA MATERIA SARA' ALTRA FORMA E ALTRO PENSIERO."
Intando si era fermato ad ascoltare un piccolo uomo tarchiato e calvo, che si disse un greco, recentemente defunto. Trasparì immediatamente dal suo atteggiarsi uno stato d'irrefrenabile agitazione, che mi parve fuori luogo, vista la santità del posto. Sbottò orgogliosamente: "Parlate, parlate, ma quando voi abitavate sugli alberi, i nostri antenati hanno costruito il Partenone !" Allora non potei esimermi dal redarguirlo aspramente. "Sì, ma voi compravate i sommergibili senza missili ! Socrate e Platone vi hanno insegnato a comprare i sommergibili senza missili ! E siete andati alla rovina ! "La mano serena del Santo mi si poggò sul braccio. Poi lo vidi volgersi verso di me con uno sguardo ricolmo di infinità bontà, inducendomi alla calma, indi proseguì, dopo che il greco se ne fu andato borbottando: "I ricchi devono essere confiscati. Non si deve vedere più nessuno che gira con abiti firmati. Voglio vedere solo autobus perfettamente in orario. Vi deve essere una povertà perfetta, al chè cesserà di essere povertà. Questo è l'obbiettivo. E grandi distese di asfalto, ed enormi parcheggi, e palazzi, contro la nebbia, per impedire che essa salga dalla terra e rammollisca i cervelli. L'umidità distrugge."
Stavo per andarmente, dopo averlo ringraziato per l'amabile colloquio, quando sentii la sua mano trattenermi. "Mi scusi, un'ultima cosa. Lei mi pare una persona abbastanza onesta e sento la necessità di confessarle una mia intima pena.
Se il presupposto morale fosse genetico, cioè trasmissibile, derivabile logicamente da individuo a individuo, basterebbe interrompere la catena di trasmissione del male per interrompere il male. Tuttavia non pare essere così. Lo Spirito di Dio aleggia e si diffonde senza distinzioni. Il figlio non sarà la copia del padre, poichè lo Spirito deciderà diversamente nella sua incomprensibile e infinita saggezza. Le confesso che avrei preferito non fosse così, ma purtroppo lo è. La saluto cordialmente."
domenica 17 marzo 2013
lunedì 25 febbraio 2013
PAROLE DELL'ARCANGELO GABRIELE
"Pare che alcune anime si perdano, non vengono più ritrovate. E' capitato anche ad alcune delle migliori, ma anche all'Inferno e al Purgatorio. Semplicemente sono sparite e nessuno le ha più viste, come dissolte.
Ma ciò naturalmente è impossibile. Esse sono in qualche luogo, sicuramente. E tuttavia da alcuni millenni esse non appaiono più. Considerando l'eternità del tempo, quindi, esse dovranno prima o poi riapparire.
Siete ancora troppo legati alle vostre misure terrene. Nel Purgatorio alcune anime passano milioni di anni a scontare pene durissime, eppure esse imparano a conoscere progressivamente l'eternità e a misurarne il valore. Esse sorridono: anche un milione di anni di pena in confronto all'eternità del Paradiso è solo un puntino."
Ma ciò naturalmente è impossibile. Esse sono in qualche luogo, sicuramente. E tuttavia da alcuni millenni esse non appaiono più. Considerando l'eternità del tempo, quindi, esse dovranno prima o poi riapparire.
Siete ancora troppo legati alle vostre misure terrene. Nel Purgatorio alcune anime passano milioni di anni a scontare pene durissime, eppure esse imparano a conoscere progressivamente l'eternità e a misurarne il valore. Esse sorridono: anche un milione di anni di pena in confronto all'eternità del Paradiso è solo un puntino."
ALTRE PAROLE DI S.PIETRO
"Gli uomini sono troppi, c'è troppa umanità perchè si possa pensare che solo in alcuni possa risplendere la Verità.
Forse in alcuni la grazia è davvero contraria, e il male è loro proprio, ma nella stragrande maggioranza dei casi, nell'immenso mare dell'umanità, ciò che è distorto dev'essere frutto di un intralcio o di un caso avverso.
Ciò ha come conseguenza che il bene e il male assoluti siano estremamente rari. Spesso persino dubito che il Paradiso e l'Inferno abbiano una loro realtà.
Perciò, se mi chiedete di passare oltre, sappiate che potreste trovare il nulla, oppure solamente il magico mondo della parola."
Forse in alcuni la grazia è davvero contraria, e il male è loro proprio, ma nella stragrande maggioranza dei casi, nell'immenso mare dell'umanità, ciò che è distorto dev'essere frutto di un intralcio o di un caso avverso.
Ciò ha come conseguenza che il bene e il male assoluti siano estremamente rari. Spesso persino dubito che il Paradiso e l'Inferno abbiano una loro realtà.
Perciò, se mi chiedete di passare oltre, sappiate che potreste trovare il nulla, oppure solamente il magico mondo della parola."
sabato 16 febbraio 2013
PAROLE DI SAN PIETRO
Secondo il mistico uzbeko J.S. Josephus (sec. XIII) alcuni angeli alle porte del Paradiso affermano di udire spesso San Pietro pronunciare queste parole:
"Accidenti, anche questi hanno due braccia e due gambe, l'umanità è sempre la stessa, non progredisce.
A questo punto non riesco a capire come si possano pronunciare altre parole o cantare nuovi inni. C'è soltanto un battere più forte o più piano, o un andare più lento o veloce.
L'umanità mi annoia."
"Accidenti, anche questi hanno due braccia e due gambe, l'umanità è sempre la stessa, non progredisce.
A questo punto non riesco a capire come si possano pronunciare altre parole o cantare nuovi inni. C'è soltanto un battere più forte o più piano, o un andare più lento o veloce.
L'umanità mi annoia."
giovedì 8 novembre 2012
domenica 8 luglio 2012
Istruzioni per eliminare il trojan "0_0u_l.exe" (truffa del "Centro Nazionale Anticrimine")
- Riavviare il computer mediante il tasto Reset
- nel momento in cui appare la schermata azzurra con la scritta di Windows, cominciare a pigiare contemporaneamente CTR+ALT+CANC.
- La finestra del Task Manager apparirà mentre si stanno caricando gli elementi del desktop e i programmmi in esecuzione automatica.
- Cliccare su "processi": il trojan è contenuto in questa lista con 2 voci identiche, "0_0u_l.exe" appunto.
- Bisogna selezionarle una alla vota e cliccare ogni volta su "Termina processo", in modo che non si possano avviare. ATTENZIONE: SI HANNO POCHI SECONDI PER FARE QUESTO, perchè altrimenti i processi si avviano e il computer si riblocca, riappare la fastidiosa schermata e bisogna ripartire dal punto 1.
- A questo punto si è certi che il computer al momento non si bloccherà.
- Aprire il programma CCleaner (gratuito), a sinistra cliccare in "Strumenti", poi cliccare in "Avvio"
- Nella lista individuare le due stringhe incriminate (quelle che avete eliminato col Task Manager), selezionarle una alla volta, cliccare col pulsante destro e poi "Cancella"
- Infine fare una ricerca su windows\system32 con "Cerca", digitando "0_0u_l.exe" ed eliminare semplicemente i due file trovati.
- Il computer è ripulito.
venerdì 11 maggio 2012
CECILIA BARTOLI ovvero "la potenza del femminile"
Si tratta di una nota "che non si interrompe", quindi, e simbolicamente indica il protrarsi all'infinito, in tutte le sue declinazioni, compresa quella del protrarsi della specie, cioè della capacità generativa femminile.
Il goffo presentatore le pone maliziosamente la mano sul ventre, istigato da lei ad ammirarne la potenza, ch'è potenza del canto e potenza del ventre generativo, di fronte alla quale egli (che è il vero "castrato") non può alcun confronto, se non emettere stridule note. Ricordo in proposito lo sprezzante commento di una collega di lavoro sul ruolo dell'uomo nella maternità: "Voi uomini non ci mettete altro che uno schizzo!".
Il maschio non può - a tutt'oggi - che ammirare e meravigliarsi di questa potenza. Joseph Campbell in "Mitologia primitiva" pone lo stupore dell'uomo primitivo di fronte al crescere del ventre femminile e all'uscirne della vita come elemento originario delle prime forme religiose, legate al culto delle statuette delle Veneri Neolitiche (es. Venere di Willendorf), rappresentate in tutta la potenza del corpo (esse non anno VOLTO) femminile, corpo che genera corpo "ad libitum".
lunedì 9 aprile 2012
sabato 10 marzo 2012
Appunti di letteratura - MUSIL, L'UOMO SENZA QUALITA' - PARTE 2° - LA SCIENZA
A proposito di Galileo Galilei e della nascita della scienza moderna, così si esprime paradossalmente Musil ne "L'uomo senza qualità" :
"La chiesa cattolica ha commesso un grave errore limitandosi a minacciare di morte e a costringere all'abiura un uomo simile, invece di ammazzarlo senza tanti complimenti: perché dal modo suo e degli spiriti a lui affini di vedere le cose avrebbero poi tratto origine - e in brevissimo tempo se si impiegano i tempi storici - gli orari ferroviari, le macchine utensili, la psicologia fisiologica, e l'attuale corruzione morale cui la Chiesa stessa non riesce più a far fronte" (pp.410-11, trad. A.Vigliani, Mondadori).
Perché Musil afferma questo ? Come è collegata la scienza alla corruzione morale ? La scienza abbandona come insensata la ricerca delle cause non descrivibili, cioè non percepibili e non rappresentabili matematicamente. Le cause finali non rientrano dunque nell'interesse della scienza, e possono essere solamente pensate dalla metafisica, che si occupa dei principi indimostrabili. Dio, se esiste e agisce, non può dunque essere certamente considerato oggetto di scienza. Di ogni effetto possiamo pensare a Dio come causa finale (anche se non lo possiamo dimostrare scientificamente), oppure possiamo pensare semplicemente a una causa prossima, percepibile e misurabile.
Consideriamo ora una certa situazione storica, o anche una condizione individuale. Se mossi dall'idea di una causa finale, potremo considerare questo stato come l'esito di una scelta morale, cioè come adeguamento o trasgressione a un ordine divino, dalle conseguenze estese persino oltre la nostra esistenza terrena. Se invece non pensiamo metafisicamente, cioè non pensiamo a cause finali e a divinità, dovremo semplicemente pensare agli effetti dei nostri atti in termini di mera opportunità razionale (Mi conviene agire così ? Come muteranno le mie relazioni con gli altri e con gli oggetti ? Ne ricaverò più danni o benefici ? ecc.). Infatti non avremo nulla a cui rapportare le nostre scelte se non la razionalità e ciò che si mostra e si sperimenta soggettivamente, e non entità indimostrabili. E' evidente che il fondamento religioso della moralità viene fortemente scosso, e si comprendono le paradossali espressioni di Musil.
Ma se la scelta razionale è portatrice di corruzione, non veniamo con ciò a dire che la scelta dell'uomo come corpo che tende a sopravvivere è, in ultima istanza, ingiusta ? Che la vita, come fondamento corporeo, è ingiusta ? Vi è una dicotomia insanabile nella religione cristiana, che si oppone alla totalità - così come intesa ad esempio dal pensiero junghiano, in cui "il Dio magnifico e terribile" è insieme salvifico e annichilente.
"La chiesa cattolica ha commesso un grave errore limitandosi a minacciare di morte e a costringere all'abiura un uomo simile, invece di ammazzarlo senza tanti complimenti: perché dal modo suo e degli spiriti a lui affini di vedere le cose avrebbero poi tratto origine - e in brevissimo tempo se si impiegano i tempi storici - gli orari ferroviari, le macchine utensili, la psicologia fisiologica, e l'attuale corruzione morale cui la Chiesa stessa non riesce più a far fronte" (pp.410-11, trad. A.Vigliani, Mondadori).
Perché Musil afferma questo ? Come è collegata la scienza alla corruzione morale ? La scienza abbandona come insensata la ricerca delle cause non descrivibili, cioè non percepibili e non rappresentabili matematicamente. Le cause finali non rientrano dunque nell'interesse della scienza, e possono essere solamente pensate dalla metafisica, che si occupa dei principi indimostrabili. Dio, se esiste e agisce, non può dunque essere certamente considerato oggetto di scienza. Di ogni effetto possiamo pensare a Dio come causa finale (anche se non lo possiamo dimostrare scientificamente), oppure possiamo pensare semplicemente a una causa prossima, percepibile e misurabile.
Ma se la scelta razionale è portatrice di corruzione, non veniamo con ciò a dire che la scelta dell'uomo come corpo che tende a sopravvivere è, in ultima istanza, ingiusta ? Che la vita, come fondamento corporeo, è ingiusta ? Vi è una dicotomia insanabile nella religione cristiana, che si oppone alla totalità - così come intesa ad esempio dal pensiero junghiano, in cui "il Dio magnifico e terribile" è insieme salvifico e annichilente.
mercoledì 29 febbraio 2012
IL RISULTATO
![]() |
| Harriett Andersson in "Monica e il desiderio" |
"Non può essere messo assolutamente sotto accusa chi eccelle, indipendentemente dai metodi che usa per giungere al risultato finale.
Inversamente, va biasimato chi, pure innocentemente, non ha colpito il segno indicato, non è stato all'altezza del compito e non ha varcato soglie percepibili. Infatti da quale cappello osiamo estrarre la nostra innocenza ? Esiste un luogo ? Un principio ?
A noi non interessa l'anima. Le nostre sagome devono muoversi in precise direzioni, visibili e chiare. Questo a noi interessa, non ciò che sta nel mezzo, le scatole che sognanti riempiamo, i sensi delle idee. A noi interessa, solo ed esclusivamente, il risultato finale."
lunedì 9 gennaio 2012
UN LIBRO ?
Un libro ? Perché ? Non saprei cosa scrivere. Pensate voi forse che io possa descrivere anche un solo briciolo del mondo ? Anzi, no. Dirò meglio: UN LIBRO ? PERCHE' ? PENSATE VOI FORSE CHE IO POSSA DESCRIVERE ANCHE UN SOLO BRICIOLO DEL MONDO ? (Tolgo "non saprei cosa scrivere", a conferma che si eccede sempre rispetto a ciò che serve).
Sono solo con me stesso, la finestra chiusa, la tapparella abbassata, i tappi acustici nelle orecchie, una sola luce bianca sul quaderno. In questo momento ho la netta percezione del mio IO. Come lo vedo bene! E come mi voglio bene ! Ho quasi voglia di ballare, ma lo faccio soltanto pensando, mi sembra possibile parlare con chiunque; vedo quasi la porta aprirsi.
Ma ecco che entra un tale, mai visto prima, si chiama Gianpaolo. Ha una camicia a quadri marrone, emana un piacevole odore di scantinato e pulito, è magro, alto e serio, e non appena inizia a parlare assume un'espressione beffarda. Mi colpisce il fatto che ciò che afferma si incastra perfettamente come un puzzle, e ne provo piacere, ma soprattutto è notevole il fatto che egli riconosca spesso di essere in errore...
Poi se ne va, e, altra piacevole sorpresa, entra una fanciulla di nome, credo, Marta. Devo dire che di Marta mi colpiscono soprattutto i piccoli peli biondi sul collo che la luce rivela cadendole da dietro. Si sdraia sul divano, e io li sfioro con le dita, fino alla peluria alla base dei capelli, che sembra di piuma.
Sono solo con me stesso, la finestra chiusa, la tapparella abbassata, i tappi acustici nelle orecchie, una sola luce bianca sul quaderno. In questo momento ho la netta percezione del mio IO. Come lo vedo bene! E come mi voglio bene ! Ho quasi voglia di ballare, ma lo faccio soltanto pensando, mi sembra possibile parlare con chiunque; vedo quasi la porta aprirsi.
Ma ecco che entra un tale, mai visto prima, si chiama Gianpaolo. Ha una camicia a quadri marrone, emana un piacevole odore di scantinato e pulito, è magro, alto e serio, e non appena inizia a parlare assume un'espressione beffarda. Mi colpisce il fatto che ciò che afferma si incastra perfettamente come un puzzle, e ne provo piacere, ma soprattutto è notevole il fatto che egli riconosca spesso di essere in errore...
Poi se ne va, e, altra piacevole sorpresa, entra una fanciulla di nome, credo, Marta. Devo dire che di Marta mi colpiscono soprattutto i piccoli peli biondi sul collo che la luce rivela cadendole da dietro. Si sdraia sul divano, e io li sfioro con le dita, fino alla peluria alla base dei capelli, che sembra di piuma.
sabato 12 novembre 2011
Appunti di letteratura - L'UOMO SENZA QUALITA' (R.MUSIL) - 1° parte - LA MALINCONIA DI ARNHEIM
"TUTTE LE COSE DA NOI RITENUTE GRANDI E IMPORTANTI NON HANNO NIENTE DA FARE CON QUELLO CHE E' LA FORZA INTIMA DELLA NOSTRA VITA"
(pp.222, ed. Einaudi, trad. A.Rho)
Il facoltoso finanziere Arnheim, con propensione all'umanesimo, è sconvolto dalla prorompente bellezza della trentenne Ermelinda Tuzzi (Diotima) ("una venere greca, ma più in carne"), moglie insoddisfatta di un grigio (benchè in vista) diplomatico di corte.
"Dal momento in cui si Arnheim era accorto che il seno di quella meravigliosa donna che aveva letto i suoi libri sull'anima era sollevato e mosso da un potere inequivocabile, si era sentito invadere da un turbamento a lui finora ignoto". E il potere inequivocabile che muove il seno della donna è la stessa "forza intima della vita" che non "ha niente a che fare" con "tutte le cose da noi ritenute grandi e importanti".
Arnheim, che parte per Vienna "per capriccio", mosso da "qualcosa come un'ispirazione improvvisa", si trova coinvolto nell'Azione Parallela , e ciò lo induce "a una disposizione dell'animo fantasiosa e illogica come un sogno, le cui contraddizioni non sfuggivano alla sua intelligenza pratica".
Egli si considera come "in vacanza dalla ragione, e il suo genio degli affari lo puniva di quella evasione nel mondo delle fiabe". La malinconia di Arnheim è la punizione che la legge del dovere impone alla sua intima natura.
(pp.222, ed. Einaudi, trad. A.Rho)
Il facoltoso finanziere Arnheim, con propensione all'umanesimo, è sconvolto dalla prorompente bellezza della trentenne Ermelinda Tuzzi (Diotima) ("una venere greca, ma più in carne"), moglie insoddisfatta di un grigio (benchè in vista) diplomatico di corte.
"Dal momento in cui si Arnheim era accorto che il seno di quella meravigliosa donna che aveva letto i suoi libri sull'anima era sollevato e mosso da un potere inequivocabile, si era sentito invadere da un turbamento a lui finora ignoto". E il potere inequivocabile che muove il seno della donna è la stessa "forza intima della vita" che non "ha niente a che fare" con "tutte le cose da noi ritenute grandi e importanti".
Arnheim, che parte per Vienna "per capriccio", mosso da "qualcosa come un'ispirazione improvvisa", si trova coinvolto nell'Azione Parallela , e ciò lo induce "a una disposizione dell'animo fantasiosa e illogica come un sogno, le cui contraddizioni non sfuggivano alla sua intelligenza pratica".
Egli si considera come "in vacanza dalla ragione, e il suo genio degli affari lo puniva di quella evasione nel mondo delle fiabe". La malinconia di Arnheim è la punizione che la legge del dovere impone alla sua intima natura.
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