venerdì 11 novembre 2011

AMICI

Alf estrasse il fazzoletto e si asciugò la fronte, mentre gli sembrava che il cielo lo stesse osservando.
- Cos'è la bellezza, Slim ? Certe volte tocco mia moglie, e la sento svanire. Le sue mani sono senza peso... -
Slim, steso sul prato, lasciò fischiare un treno che passava all'orizzonte. Il suo corpo imponente era l'immagine  dell'abbandono.
- Ella ti tradisce; avresti dovuto capirlo da tempo. Ma cosa ti angustia ? Tu già la possiedi. - disse, con voce grave.
In quel momento Alf  guardò il corpo di Slim in sala operatoria, nel momento in cui stava per affondare un bisturi.
-...ma tu non sai altro che desiderare, ed ella ti fugge.

sabato 29 ottobre 2011

RENZI E PLATONE (BIG BANG!)

E' con grande scetticismo che ascolto le iniziative del brillante Renzi sul rinnovamento della politica. Ritengo infatti che il suo sfrenato entusiasmo, che appare tanto denso di nuovi orizzonti e giuste speranze, riveli, in realtà, nell'affermazione di una forte VOLONTA', il vuoto (flatus vocis) dei CONTENUTI a cui e verso cui egli afferma di indirizzare questa volontà, e riveli dunque una realtà più profonda.

Ciò di cui parliamo è il conato, il tentativo - tipico della nostra società occidentale - di affermare e conquistare spazi (la VOLONTA'). Vi si intravede chiaramente lo stesso spirito di altri movimenti che sono apparsi nella Storia, laddove questi spazi possono essere occupati in infiniti modi (i CONTENUTI), e generalmente sono spazi conflittuali, che cioè mettono in conflitto le persone invece di unirle. Renzi è il rappresentante di una generazione emergente che vuole affermarsi nella società, come lo fu la generazione del primo dopoguerra che appoggiò il fascismo, come lo fu gran parte della generazione del '68. Affermarsi: questo si vuole.

Cosa guida in realtà le persone ? Certo, la VOLONTA'  e i suoi CONTENUTI sembrano inscindibili; non si potrebbe pensare a chi agisca senza un pensiero-guida o un progetto, e il desiderare è sempre il desiderare qualcosa. La volontà dunque si indirizza. Ma verso che cosa ? Normalmente, gli uomini affermano di agire guidati dall'interesse per "il bene comune", che diventa quindi il CONTENUTO della loro volontà.

E tuttavia questo bene comune è a sua volta una scatola da riempire, priva di senso in sè e per sè. Esige un altro, vero CONTENUTO per essere specificata. E infatti ognuno la riempie a suo modo. E la considerazione di tutti i modi  in cui questa scatola viene riempita porta a una conseguenza necessaria: che cioè ogni volontà sia una volontà particolare e non universale, che il bene desiderato sia il proprio bene e non il bene comune, che cioè il tanto declamato bene comune sia in realtà un flatus vocis (il vuoto dei contenuti di cui parlavo all'inizio).  

Così si sono commesse e si commettono anche infamie per il bene di era e di chi è vittima, perchè ciò che muove l'uomo è innanzitutto - al contrario di quanto si ammetta - il desiderio di affermare unicamente se stesso, o come individualità singola, o come gruppo di riferimento, in una perenne guerra che miete continue vittime.

La voce ha  potere incantatore, come la musica, e questo lo sapevano bene i Sofisti che inventarono la retorica. Essi volevano convincere che il bene proprio era il bene altrui. Essi però erano anche consapevoli senza ipocrisia di essere guidati da questo bene privato e volevano che prevalesse. Rappresentavano una consapevole volontà di dominio, mentre oggi noi ci nascondiamo nelle formule del bene comune.

Furono stroncati da Platone, che parlava di Verità Universale, parole oggi terribili. Popper ne fece un precursore delle dittature. Ma le dittature sono fondate sulla VOLONTA', che è particolarità individuale che vuole affermarsi, non sulla Verità Universale. Essa "si scopre", non è affermata, e  si mostra da sè nella luce all'occhio che non voglia essere cieco.





venerdì 18 marzo 2011

IL LAVORO

"IL LAVORO DI UN POPOLO NON CONOSCE NE' RETORICA NE' INDUGI.
IL SUO FUTURO E' NELLA SUA ANSIA DI FUTURO,
E LA SUA ANSIA E' UNA GRANDE PAZIENZA."

P.P. PASOLINI - APPUNTI PER UN'ORESTIADE AFRICANA

giovedì 17 marzo 2011

IL PENSIERO DI PARMENIDE

Parmenide di Elea
I filosofi che precedono Parmenide contrappongono il TUTTO e il NIENTE,

ma non possono escludere che nel NIENTE vi sia qualcosa che possa fare irruzione nel TUTTO e modificare la CONOSCENZA che si è acquisita fino a quel momento.

 Il TUTTO e il NIENTE quinidi in realtà non sono ASSOLUTAMENTE contrapposti, poiché non si può escludere che nel niente vi possa essere “qualcosa”.

Con Parmenide si giunge a questa contrapposizione assoluta: L’ESSERE (il Tutto) si contrappone ASSOLUTAMENTE al NON ESSERE (Il Niente).

Il TUTTO non può essere NIENTE (non vi è nulla nel tutto che possa entrare nel niente),

il NIENTE non può essere TUTTO (non vi è nulla nel niente che possa entrare nel tutto).

L’ESPERIENZA mostra tuttavia il passaggio dal tutto al niente e viceversa, contraddicendo i due punti precedenti.

Essa va dunque considerata ILLUSIONE.

LEGGI DI NATURA

Fig.1
La scienza può essere molto utile nel descrivere la realtà e può darci indicazioni molto interessanti. Io, ad esempio, ho scoperto una legge psico-fisica che ritengo in grado di aiutare gli  uomini a comprendersi meglio, legge che ho chiamato “Coefficiente di Idiozia Maschile”, in grado di quantificare finalmente quanto una persona di sesso maschile sia imbecille, e che esemplificherò attraverso due esempi. Primo esempio: conosco una persona che ogni due cose che dice spara una cazzata. Le uniche cose credibili che dice sono affermazioni del tipo : “Sono le otto e mezzo” oppure “Che caldo!” o “Oggi piove”. Mediamente lui parla ogni cinque minuti; quindi parla 12 volte in un’ora, dicendo quindi  6 cazzate all’ora. Considerando che 8 ore circa le dorme, nelle restanti 16 dice complessivamente 16X6=96 cazzate al giorno. Essendo il suo peso attorno agli 85 chilogrammi, possiamo affermare con certezza che un idiota di ottimo livello spara circa 1,129 cazzate/chilo al giorno. Per ottenere il valore finale del “coefficiente di Idiozia” bisogna moltiplicare questo valore per un altro valore dato dal rapporto fra la cilindrata dell’autoveicolo posseduto e il prodotto fra una Costante Universale (K=1400)[1] e la misura del Seno della compagna (moglie o fidanzata) o, in assenza di essa, della sua donna ideale. Questa persona possiede un Volvo famigliare, grossa aggravante per lui; viceversa, ha una moglie molto forte di petto: grossa attenuante, stavolta. Dividendo il valore della cilindrata (circa 2000) per il prodotto fra 1400 (K) e 5 (taglia seno) otteniamo 0,285, che va infine moltiplicato per il precedente 1,129, per un valore finale di Coefficiente di Idiozia pari a 0,321. La formula finale può essere espressa come nella figura sopra (fig.1) Altro esempio: una persona, questa invece piuttosto taciturna, parla cica una volta ogni venti minuti, ma dice sempre delle cazzate. Ed è molto magro, peserà sui 60 chili, possiede una Tipo del ’94, una moglie praticamente piatta e soffre di insonnia. Lui dice quindi 3 cazzate all’ora, che moltiplicato per 20 ore di veglia (4 le dorme) fanno 60 cazzate al giorno. Dividendo il numero delle cazzate per il peso, per lui otteniamo il rispettabile risultato di 1 cazzate/chilo al giorno. Dividendo il valore della cilindrata della Tipo (1400, credo) per il prodotto fra 1400 (K) e 2 (taglia del seno della moglie) otteniamo 0,5, che moltiplicheremo per 1 cazz/Kg. Risultato finale: 0,500 di Coefficiente di Idiozia.


[1] Il valore di questa costante sta ad indicare il valore-soglia di cilindrata oltre il quale, acquistando un’automobile, uno ha buttato via dei soldi.




lunedì 14 febbraio 2011

LA MANIFESTAZIONE DELLE DONNE

Molto deboli le tesi sostenute da Giulia Bongiorno durante la manifestazione delle donne di ieri.  "Non sono qui per criticare i festini hard, ma per farlo quando diventano sistema di selezione della classe dirigente" ha affermato.

La signora Bongiorno sa già che questi festini sono esistiti. Peccato che la Magistratura - alla quale spetta l'ultima parola - debba invece ancora accertarlo. Prudenza dovrebbe guidare il valente avvocato: ai tempi in cui per gli italiani Andreotti era un mafioso della peggior fatta, ella con perizia riuscì a sfumarne l'immagine.

Si spieghi  poi cosa centrano le signore Gelmini, Brambilla, Carfagna, Bernini, Ravetto ecc., con i festini hard . Esse fanno parte dell'attuale classe dirigente, ma non perchè abbiano partecipato a tali ipotetici festini. Non si vedono signore nel centrodestra, collocate in posti di responsabilità elevata - tali da poter essere definite "classe dirigente" - che siano in  quella posizione per il motivo indicato dalla Bongiorno. Ammesso e non concesso che questi festini abbiano avuto luogo, essi possono avere costituito al massimo il nutrimento per il sottobosco del potere, non certo per la sua classe dirigente.

Se poi non sono i festini hard  a selezionare la classe dirigente , ma la bellezza fisica,  - così la Bongiorno avrebbe dovuto esprimere in maniera più equilibrata la sua lamentela  - al proposito Berlusconi si è espresso affermando che, a parità di competenze, lui presferisce una donna di gradevole aspetto. Come nel calcio, a parità di punti, vince la differenza reti. Mi pare che non ci sia nulla da eccepire.

domenica 13 febbraio 2011

PURITANI

Giuliano Ferrara ha una ragione e un torto nel suo intervento al TG 1 (pubblicato dal sito di Repubblica):
1. La ragione consiste nel fatto che è vero che una amplissima parte degli oppositori di Berlusconi tenta di eliminarlo facendo leva su aspetti moralistici del suo comportamento privato.

Faccio due esempi: all'indomani delle dichiarazioni del procuratore Brutti Liberati - che affermavano non esservi state irregolarità la notte in cui Ruby veniva affidata alla consigliere Minetti - Rosy Bindi, alla trasmissione Ballarò, poneva l'accento sul comportamento privato del premier, indicandolo come un cattivo esempio da seguire e un pessimo modello educativo. Questa affermazione, del tutto legittima, è tuttavia impropria in una trasmissione che ha carattere politico, mentre è corretta se espressa in altri contesti.

Altro esempio: il riferimento alla Costituzione laddove indica l'onorabilità del premier e delle cariche dello Stato è applicabile anche qui esclusivamente a un contesto politico o giudiziario. E' improprio - e ha carattere evidentemente moralista  - applicarlo alla sfera dei comportamenti privati, laddove questi comportamenti non abbiano altra rilevanza.

Di questa tendenza "moralistica" del centrosinistra è ben consapevole ad esempio il filosofo Cacciari, che non perde occasione per invitarlo a presentare invece una solida proposta politica alternativa.

2.Il torto consite nell'accusare la magistratura di moralismo.

Di fronte ad indizi di reato (in questo caso prostituzione minorile e concussione), essa ha l'obbligatorietà dell'azione penale, e quindi deve mettere legittimamente in atto le azioni dovute - ad esempio le intercettazioni, fino al rinvio a giudizio - al fine di giungere a definire la sussitenza o meno del reato medesimo. Non è quindi  il comportamento privato in sè che viene giudicato, ma solamente quegli atti che, all'interno di quel comportamento, abbiano rilevanza penale.