lunedì 9 gennaio 2012

UN LIBRO ?

Un libro ? Perché ? Non saprei cosa scrivere. Pensate voi forse che io possa descrivere anche un solo briciolo del mondo ? Anzi, no. Dirò meglio: UN LIBRO ?  PERCHE' ? PENSATE VOI FORSE CHE IO POSSA DESCRIVERE ANCHE UN SOLO BRICIOLO DEL MONDO ? (Tolgo "non saprei cosa scrivere", a conferma che si eccede sempre rispetto a ciò che serve).

Sono solo con me stesso, la finestra chiusa, la tapparella abbassata, i tappi acustici nelle orecchie, una sola luce bianca sul quaderno. In questo momento ho la netta percezione del mio IO. Come lo vedo bene! E come mi voglio bene ! Ho quasi voglia di ballare, ma lo faccio soltanto pensando, mi sembra possibile parlare con chiunque; vedo quasi la porta aprirsi.

Ma ecco che entra un tale, mai visto prima, si chiama Gianpaolo. Ha una camicia a quadri marrone, emana un piacevole odore di scantinato e pulito, è magro, alto e serio, e non appena inizia a parlare assume un'espressione beffarda. Mi colpisce il fatto che ciò che afferma si incastra perfettamente come un puzzle, e ne  provo piacere, ma soprattutto è notevole il fatto che egli riconosca spesso di essere in errore...

Poi se ne va, e, altra piacevole sorpresa, entra una fanciulla di nome, credo, Marta. Devo dire che di Marta mi colpiscono soprattutto i piccoli peli biondi sul collo che la luce rivela cadendole da dietro. Si sdraia sul divano, e io li sfioro con le dita, fino alla peluria alla base dei capelli, che sembra di piuma.


sabato 12 novembre 2011

Appunti di letteratura - L'UOMO SENZA QUALITA' (R.MUSIL) - 1° parte - LA MALINCONIA DI ARNHEIM

 "TUTTE LE COSE DA NOI RITENUTE GRANDI E IMPORTANTI NON HANNO NIENTE DA FARE CON QUELLO CHE E' LA FORZA INTIMA DELLA NOSTRA VITA"
(pp.222, ed. Einaudi, trad. A.Rho)

Il facoltoso finanziere Arnheim, con propensione all'umanesimo, è sconvolto dalla prorompente bellezza della trentenne Ermelinda Tuzzi (Diotima) ("una venere greca, ma più in carne"), moglie insoddisfatta di un grigio (benchè in vista) diplomatico di corte.

"Dal momento in cui si Arnheim era accorto che il seno di quella meravigliosa donna che aveva letto i suoi libri sull'anima era sollevato e mosso da un potere inequivocabile, si era sentito invadere da un turbamento a lui finora ignoto". E il potere inequivocabile che muove il seno della donna è la stessa "forza intima della vita" che non "ha niente a che fare" con "tutte le cose da noi ritenute grandi e importanti".

Arnheim, che parte per Vienna "per capriccio", mosso da "qualcosa come un'ispirazione improvvisa", si trova coinvolto nell'Azione Parallela , e ciò lo induce "a una disposizione dell'animo fantasiosa e illogica come un sogno, le cui contraddizioni non sfuggivano alla sua intelligenza pratica".

Egli si considera come "in vacanza dalla ragione, e il suo genio degli affari lo puniva di quella evasione nel mondo delle fiabe". La malinconia di Arnheim è la punizione che la legge del dovere impone alla sua intima natura.

venerdì 11 novembre 2011

LA MISTUCHENA

Una mistuchena in te frigor
la'm' pè una lengua ad bù.
Ela da megnè
o sol par bleza ?
No, parchè slè par bleza
la fa propi schiv.
Ad ogni mod,
la dà da pinsè.

AMICI

Alf estrasse il fazzoletto e si asciugò la fronte, mentre gli sembrava che il cielo lo stesse osservando.
- Cos'è la bellezza, Slim ? Certe volte tocco mia moglie, e la sento svanire. Le sue mani sono senza peso... -
Slim, steso sul prato, lasciò fischiare un treno che passava all'orizzonte. Il suo corpo imponente era l'immagine  dell'abbandono.
- Ella ti tradisce; avresti dovuto capirlo da tempo. Ma cosa ti angustia ? Tu già la possiedi. - disse, con voce grave.
In quel momento Alf  guardò il corpo di Slim in sala operatoria, nel momento in cui stava per affondare un bisturi.
-...ma tu non sai altro che desiderare, ed ella ti fugge.

sabato 29 ottobre 2011

RENZI E PLATONE (BIG BANG!)

E' con grande scetticismo che ascolto le iniziative del brillante Renzi sul rinnovamento della politica. Ritengo infatti che il suo sfrenato entusiasmo, che appare tanto denso di nuovi orizzonti e giuste speranze, riveli, in realtà, nell'affermazione di una forte VOLONTA', il vuoto (flatus vocis) dei CONTENUTI a cui e verso cui egli afferma di indirizzare questa volontà, e riveli dunque una realtà più profonda.

Ciò di cui parliamo è il conato, il tentativo - tipico della nostra società occidentale - di affermare e conquistare spazi (la VOLONTA'). Vi si intravede chiaramente lo stesso spirito di altri movimenti che sono apparsi nella Storia, laddove questi spazi possono essere occupati in infiniti modi (i CONTENUTI), e generalmente sono spazi conflittuali, che cioè mettono in conflitto le persone invece di unirle. Renzi è il rappresentante di una generazione emergente che vuole affermarsi nella società, come lo fu la generazione del primo dopoguerra che appoggiò il fascismo, come lo fu gran parte della generazione del '68. Affermarsi: questo si vuole.

Cosa guida in realtà le persone ? Certo, la VOLONTA'  e i suoi CONTENUTI sembrano inscindibili; non si potrebbe pensare a chi agisca senza un pensiero-guida o un progetto, e il desiderare è sempre il desiderare qualcosa. La volontà dunque si indirizza. Ma verso che cosa ? Normalmente, gli uomini affermano di agire guidati dall'interesse per "il bene comune", che diventa quindi il CONTENUTO della loro volontà.

E tuttavia questo bene comune è a sua volta una scatola da riempire, priva di senso in sè e per sè. Esige un altro, vero CONTENUTO per essere specificata. E infatti ognuno la riempie a suo modo. E la considerazione di tutti i modi  in cui questa scatola viene riempita porta a una conseguenza necessaria: che cioè ogni volontà sia una volontà particolare e non universale, che il bene desiderato sia il proprio bene e non il bene comune, che cioè il tanto declamato bene comune sia in realtà un flatus vocis (il vuoto dei contenuti di cui parlavo all'inizio).  

Così si sono commesse e si commettono anche infamie per il bene di era e di chi è vittima, perchè ciò che muove l'uomo è innanzitutto - al contrario di quanto si ammetta - il desiderio di affermare unicamente se stesso, o come individualità singola, o come gruppo di riferimento, in una perenne guerra che miete continue vittime.

La voce ha  potere incantatore, come la musica, e questo lo sapevano bene i Sofisti che inventarono la retorica. Essi volevano convincere che il bene proprio era il bene altrui. Essi però erano anche consapevoli senza ipocrisia di essere guidati da questo bene privato e volevano che prevalesse. Rappresentavano una consapevole volontà di dominio, mentre oggi noi ci nascondiamo nelle formule del bene comune.

Furono stroncati da Platone, che parlava di Verità Universale, parole oggi terribili. Popper ne fece un precursore delle dittature. Ma le dittature sono fondate sulla VOLONTA', che è particolarità individuale che vuole affermarsi, non sulla Verità Universale. Essa "si scopre", non è affermata, e  si mostra da sè nella luce all'occhio che non voglia essere cieco.





venerdì 18 marzo 2011

IL LAVORO

"IL LAVORO DI UN POPOLO NON CONOSCE NE' RETORICA NE' INDUGI.
IL SUO FUTURO E' NELLA SUA ANSIA DI FUTURO,
E LA SUA ANSIA E' UNA GRANDE PAZIENZA."

P.P. PASOLINI - APPUNTI PER UN'ORESTIADE AFRICANA

giovedì 17 marzo 2011

IL PENSIERO DI PARMENIDE

Parmenide di Elea
I filosofi che precedono Parmenide contrappongono il TUTTO e il NIENTE,

ma non possono escludere che nel NIENTE vi sia qualcosa che possa fare irruzione nel TUTTO e modificare la CONOSCENZA che si è acquisita fino a quel momento.

 Il TUTTO e il NIENTE quinidi in realtà non sono ASSOLUTAMENTE contrapposti, poiché non si può escludere che nel niente vi possa essere “qualcosa”.

Con Parmenide si giunge a questa contrapposizione assoluta: L’ESSERE (il Tutto) si contrappone ASSOLUTAMENTE al NON ESSERE (Il Niente).

Il TUTTO non può essere NIENTE (non vi è nulla nel tutto che possa entrare nel niente),

il NIENTE non può essere TUTTO (non vi è nulla nel niente che possa entrare nel tutto).

L’ESPERIENZA mostra tuttavia il passaggio dal tutto al niente e viceversa, contraddicendo i due punti precedenti.

Essa va dunque considerata ILLUSIONE.